I DISTRETTI DELL’ECONOMIA SOLIDALE TRENTINA

I Distretti di Economia Solidale sono laboratori di sperimentazione civica, economica e sociale, e sono sostenuti dalla Provincia autonoma di Trento. I DES sono realizzati attraverso circuiti capaci di valorizzare le risorse territoriali in base a criteri di equità, di sostenibilità ambientale e socio-economica. Possono essere attivati per la realizzazione di filiere di consumo di beni e servizi, finanziamento, produzione, distribuzione e inserimento lavorativo.

Una rete fatta di nodi in collegamento tra loro, che interagiscono per un obiettivo comune, ovvero creare un’economia basata su:

  • la valorizzazione delle relazioni tra i soggetti;
  • un’equa ripartizione delle risorse;
  • il rispetto e sulla tutela dell’ambiente;
  • il perseguimento di obiettivi sociali;
  • lo scambio di beni e servizi.

L’economia non è più mossa dal solo profitto, ma assume una valenza sociale e inclusiva, iniziando ad avere cura di sé, degli altri, del mondo. È da qui che nascono politiche, progettualità, servizi, strutture che mettono in circolo le energie e le risorse, in un meccanismo di generatività virtuosa.

Storia

Le prime esperienze di Economia Solidale in Italia risalgono agli anni ’80. Questo decennio è stato toccato in particolare da due sperimentazioni: il commercio equo-solidale e le attività di risparmio “indirizzato” delle Società Mutue per l’Autogestione (MAG).

Negli anni ’90 possiamo invece trovare tre significativi movimenti: i gruppi dei bilanci di giustizia i gruppi di acquisto solidale e il consumo critico.

Il termine Distretto di Economia Solidale viene però cognato nel 2020 in occasione del seminario ” Strategie di rete per l’economia solidale”, in occasione del quale nasce anche RES (Rete di Economia Solidale). Il termine “distretto” non viene scelto casualmente: mutuato dall’approccio economico di sviluppo locale, in sede di economia solidale indica la “vocazione di un territorio e l’utilizzo coordinato delle sue risorse materiali e sociali verso un obiettivo comune che lo caratterizza” (Saroldi, 2015)

I DES, Distretti dell’Economia Solidale nascono quindi allo scopo di dare concretezza ai valori e ai vari movimenti nati in questi anni. A livello nazionale è utile riscontrare che non esista ancora una definizione riconosciuta in modo unanime. Sono infatti solo tre regioni che hanno dato una definizione chiara e univoca: Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia-Giulia.

Definizione della Provincia autonoma di Trento:

L’articolo 5 della l.p. 13/2007 cita testualmente: “nell’ambito delle rispettive competenze, mediante la realizzazione di iniziative di sensibilizzazione, informazione e divulgazione delle opportunità di collaborazione e dei relativi benefici, gli enti locali e la Provincia favoriscono la realizzazione di un distretto dell’economia solidale inteso quale circuito economico, a base locale, capace di valorizzare le risorse territoriali secondo criteri di equità sociale e di sostenibilità socioeconomica e ambientale, per la creazione di filiere di finanziamento, produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi”. Tale disposizione deve essere letta in parallelo con l’articolo 43 della stessa normativa, nel quale si legge che “ai fini dell’integrazione tra le politiche sociali e del lavoro la Provincia si avvale degli strumenti previsti dalla normativa vigente idonei a valorizzare le capacità lavorative delle persone svantaggiate in carico ai servizi socio-assistenziali, allo scopo di creare i presupposti per la realizzazione di forme di economia solidale sulla base di ambiti di lavoro protetti”. Si tratta quindi di un modello particolare di distretto dell’economia solidale, nel quale la dimensione “lavoro” assume un ruolo fondamentale.

I DES vengono poi ripresi nell’art. 7 della legge 13/2010 (economia solidale e responsabilità sociale delle imprese) scrivendo “La Provincia sostiene iniziative finalizzate […] alla creazione dei DES previsti […] quali laboratori di sperimentazione civica, economia e sociale […]“.

Dall’analisi della normativa, sembra che il legislatore voglia rendere esplicito la connessione tra politiche di sviluppo economico, politiche sociali e politiche del lavoro.

Ad oggi le organizzazioni dell’economia solidale sono riunite in Italia all’interno di un organismo nazionale denominato RIES – Rete Italian di Economia Solidale, costituitosi nel gennaio del 2020.

I 10 Elementi caratterizzanti i DES: 

Esistenza di una filiera di finanziamento, produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi, in ottica distrettuale.

➢ Individuazione di uno o più prodotti o servizi realizzati secondo i principi dell’economia solidale;

➢  Redazione di un rendiconto annuale e sua pubblicizzazione;

➢  Attenzione alla sostenibilità economica.

 

Prospettiva di lunga durata. Il progetto deve avere un orizzonte ampio e non chiudersi in poco tempo, dandosi obiettivi plausibili di stabilità nel tempo.

➢ Durata del Distretto nel tempo analizzata attraverso uno studio di fattibilità;

➢ accordo di partenariato con durata minima di 3 anni;

 

Pluralità di attori. Apertura alla partecipazione di Aziende (private e pubbliche) enti pubblici e del terzo settore. I requisiti minimi per essere considerati distretto sono:

➢  avere un minimo di 3 partner coinvolti;

➢  di cui almeno 1 iscritto ai disciplinari dell’economia solidale;

➢  con forme giuridiche differenziate

 

Governance allargata. Il metodo di organizzazione del DES deve prevedere una governance allargata, diffusa, orizzontale, che permetta una coprogettazione delle attività, coinvolgimento dei diversi portatori di interesse attraverso l’adozione di un metodo di governo rappresentativo del contributo dei singoli attori.

 

Referente del DES. Elemento qualificante del DES è la presenza di uno o più referenti con le capacità e le competenze gestionali adeguate all’attività svolta.

 

Radicamento nel territorio e sostenibilità sociale: il coinvolgimento di soggetti rappresentativi del territorio e la costituzione di un circuito sono condizioni necessarie per la sostenibilità sociale.

 

Attenzione alla sostenibilità ambientale anche tramite scelte ecocompatibili (risparmio energetico, di materia, di territorio).

➢ Rispetto del territorio e dell’ambiente realizzando anche azioni positive su questi temi;

 

Attenzione all’emancipazione tramite il lavoro di persone svantaggiate.

 

Rendicontazione e valutazione dei risultati, rispetto agli obiettivi dichiarati.

➢  Attenzione a tempi e modalità (ipotizzati e realizzati);

➢  Redazione di un rendiconto economico, sociale ed ambientale e sua pubblicizzazione.

 

Connessione tra i diversi DES e condivisione buone pratiche, attraverso momenti di condivisione, promozione e scambio delle capacità e competenze sviluppate.

 

10 + 3 elementi caratterizzanti i DES sociali: 

Attori. La rete deve essere ulteriormente allargata all’ambito socio-assistenziale, socio- sanitario o sanitario, a seconda degli utenti coinvolti nei progetti. Componenti essenziali del DES sono:

➢  il servizio o i servizi sociali o sanitari competenti nel territorio dove il DES è costituito;

➢  almeno un soggetto accreditato per la gestione di servizi socio-assistenziali, socio-sanitari o sanitari a seconda degli utenti coinvolti.

 

Sostenibilità economica. Il coinvolgimento degli utenti dei servizi sociali, influisce sui tempi del lavoro, sulle modalità di svolgimento dello stesso, sulla collocazione delle attività e su altri fattori aziendali generando la necessità di una compensazione orientata alla sostenibilità.

Ai fini del riconoscimento del DES, vengono richiesti alcuni requisiti minimi di capacità produttiva, che potranno essere declinati puntualmente in relazione alla singola attività:

➢  capacità minima di produzione di entrate proprie derivanti da fatturato e altre forme di finanziamento con progressivo incremento nel corso del tempo;

➢  capacità minima di attrarre altre forme di finanziamento;

➢  tendenza all’auto sostenibilità;

➢  individuazione a priori di criteri di valutazione dell’impatto dell’attività;

➢  adozione da parte dei soggetti profit facenti parte del Des di un modello di responsabilità sociale d’impresa e dei relativi comportamenti (LP 13/2007 art 3comma 8);

➢  Per i soggetti autorizzati o accreditati, forme di rendicontazione sociale, previste dal comma 5 dell’articolo 20 della L.P. 13/2007.

 

Obbligo del coinvolgimento di soggetti svantaggiati, in collaborazione con i servizi sociali/sanitari competenti, nelle attività produttive attraverso progetti di emancipazione tramite il lavoro di persone svantaggiate

 

Provincia autonoma di Trento: Reg. delib. n. 1949

 

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I DES in Trentino

DES Economia Verde: elaborazione di progetti che integrino l’obiettivo di inserimento lavorativo per soggetti fragili con l’obiettivo di recupero e riutilizzo di materiali di scarto e quello della produzione energetica da potature rubane, considerate solo rifiuto; iniziative commerciali e culturali, convegni, incontri con la popolazione e iniziativa di pubblica utilità – conoslida@consolida.it

DES Carcere: servizio di digitalizzazione degli archivi della Pubblica Amministrazione (terminato); attività produttive interne al carcere (servizio lavanderia e di imbottigliamento e confezionamento detersivi) – consolida@consolida.it

DES DIS.TER: servizi e soluzioni lean per l’industria e la manifattura principalmente trentina. DES di contoterzismo industriale – alpi@coop-alpi.it

DES Vallagarina: inclusione sociale di donne in difficoltà attraverso attività occupazionali e pre lavorative (attività avviata dal Progetto Formichine=; attività in ambito educativo e della promozione della cittadinanza attiva – direzione@puntodapprodo.it

DES Fiemme e Fassa: laboratorio di produzione e vendita di uova (in capo alla cooperativa Terre Altre); una lavanderia negli spazi del Centro Servizi di Cavalese per alberghi e aziende che portano i loro capi altrove (in capo alla coop. Oltre); un progetto di catering in collaborazione con la scuola alberghiera per contrastare il rischio di esclusione sociale per la fascia giovane (in capo alla coop Progetto92); accompagnamento alla ricerca lavoro (in coop alla coop Le Rais)

I DES in Italia

Il DES Reggio Emilia: eventi e workshop, riunioni, spettacoli, incontri, presentazione etc tutte nell’ottica do promuovere modelli di economia solidale – des.reggioemilia@gmail.com

Il DES di Parma: attività di promozione della nascita del DES – info@desparma.org

DESBRI (Brianza): attività nel campo del turismo responsabile, delle energie rinnovabili, del co-housing e della sovranità alimentare. FOcus del progetto “Spiga e Madia”, impegnato nello sviluppo di una filiera corta, dalla semina dei campi alla produzione di pane bianco biologico.

Il DES Altro Tirreno (Pisa): organizzazione di atività di promoszione delle pratiche di economia solidale (eventi, convegni, seminari, gruppi di stusio); scambio di prodotti alimentari di varia natura (farina, olio, carne, vino patate, biscotti, etc ) e di prodotti non alimentari (vestiti), acquistati dai GAS aderenti al DES oppure offerti da realtà aderenti al DES – direttivo-des@respisa.org

Il DES del Parco Agricolo Sud Milano: percorsi partecipativi tra soggetti costituenti e soggetti partecipanti del DES; realizzazione di un rapporto diretto tra GAS e aziende agricole del territorio – info@desparcosud.it

DES AEres (Venezia): iniziative commerciali e culturali, convegni, incontri con la popolazione e iniziative di pubblica utilità – info@aeresvenezia.it

DES Varese:  elaborazione e realizzazione di progetti e attività per sostenere le realtà locali e per creare sistemi di produzione, distribuzione, consumo, smaltimento, riciclo di beni e servizi in base ai principi dell’economia solidale – info@des.varese.it

DES Tacum (Piacenza): produzione e distribuzione prodotti agricoli tramite i GAS; contrasto allo spreco di mobili e arredi usati; formazione e sensibilizzazione per singoli e scuole su temi della sostenibilità ambientale – info@destacum.it

GAStorino: ordini collettivi per i GAS; produzione, commercio e consumo solidale e responsabile; organizzazione di movimenti di economia solidale – des.to@libero.it

OltreConfin (Prov. di Treviso e Venezia): produzione, commercio e consumo solidali nel campo dell’agricoltura, dell’ambiente, del benessere e dell’organizzazione sociale; attive diverse filiere (3 filiere ortaggi, 1 filiera cereali, 1 filiera frutta. 1 filiera ortaggi, legumi e cereali e 1 filiera erbe aromatiche); organizzazione di eventi pubblici disseminati sul territorio e nelle varie realtà agricole. artigianali e produttive, organizzazione di corsi didattici di formazione (dagli aspetti pratici a quelli comunicativi sociali e artistici); servizio di Piccola Distribuzione Organizzata (PDO) – 3465703538

Cittadinanza Sostenibile (Bergamo): ricerca e formazione; organizzazione di mercati agricoli, sviluppo della filiera tessile e biologica “Per filo e per sogno” costituitasi nel 2011 come GAS della bergamasca – info@cittadinanzasostenibile.it

Ecosol Bologna: azioni di messa in rete di gruppi, associazione, cooperative, imprese e cittadini per la realizzazione di interventi che vadano a beneficio dell’intera comunità – info@ecosolbologna.org

L’isola che c’è (Como): attività di promozione dei settori dell’economia solidale tramite il coinvolgimento di attori operanti in diversi campi: finanza etica, consumo critico, riciclo e riuso, energie rinnovabili, agricoltura biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, cultura, formazione e informazione – info@lisolachece.org

DES Basso Garda: difesa del territorio attraverso il sostegno all’agricoltura biologica, ai piccoli produttori e all’economia solidale; creazione di un DES nel territorio di riferimento – des.bassogarda@gmail.com

 

DEStinazione Economia Solidale

Nel 2018 per promuovere i Distretti dell’Economia Solidale è stato avviato dal Tavolo dell’Economia Solidale Trentina un progetto denominato “DEStinazione Economia Solidale”. Un percorso formativo e laboratoriale alla scoperta dei DES, delle loro potenzialità e del loro utilizzo come strumento per la valorizzazione della responsabilità sociale d’impresa.

Enti istituzionali, organizzazioni, imprese, si sono trovati da agosto a ottobre 2018 a partecipare e a diventare protagonisti nella riflessione sulle potenzialità dei distretti di economia solidale. VI riportiamo qui alcuni approfondimenti emersi durante questo percorso e ancora validi per approfondire la tematica:

Per approfondire:

21 SETTEMBRE: “Cos’è un DES?” con Paolo Cacciari
28 SETTEMBRE: “COME SI COMUNICA UN DES”
5 OTTOBRE: COME FARE RETE IN UN DES

Fonti

“Il Distretto dell’economia solidale (DES). Definizione, esperienze e opportunità di sviluppo nel contesto trentino – position paper / bozza per la  discussione -” a cura di Elisa Poletti e Flaviano Zandonai

“Studio sui Distretti di Economia S0lidale per l’implementazione di un sistema virtuoso Trentino” – Euricse 2021 – a cura di Jacopo Sforzi e Caterina De Benedictis

“La strategia delle reti ed i distretti di economia solidale” –  Saroldi 2015 [www.economiasolidale.net/content/strategia-delle-reti-ed-i-distretti-di-economia-solidale]