I Distretti di Economia Solidale sono laboratori di sperimentazione civica, economica e sociale, e sono sostenuti dalla Provincia autonoma di Trento. I DES sono realizzati attraverso circuiti capaci di valorizzare le risorse territoriali in base a criteri di equità, di sostenibilità ambientale e socio-economica. Possono essere attivati per la realizzazione di filiere di consumo di beni e servizi, finanziamento, produzione, distribuzione e inserimento lavorativo.
Una rete fatta di nodi in collegamento tra loro, che interagiscono per un obiettivo comune, ovvero creare un’economia basata su:
- la valorizzazione delle relazioni tra i soggetti;
- un’equa ripartizione delle risorse;
- il rispetto e sulla tutela dell’ambiente;
- il perseguimento di obiettivi sociali;
- lo scambio di beni e servizi.
L’economia non è più mossa dal solo profitto, ma assume una valenza sociale e inclusiva, iniziando ad avere cura di sé, degli altri, del mondo. È da qui che nascono politiche, progettualità, servizi, strutture che mettono in circolo le energie e le risorse, in un meccanismo di generatività virtuosa.
Storia
Le prime esperienze di Economia Solidale in Italia risalgono agli anni ’80. Questo decennio è stato toccato in particolare da due sperimentazioni: il commercio equo-solidale e le attività di risparmio “indirizzato” delle Società Mutue per l’Autogestione (MAG).
Negli anni ’90 possiamo invece trovare tre significativi movimenti: i gruppi dei bilanci di giustizia i gruppi di acquisto solidale e il consumo critico.
Il termine Distretto di Economia Solidale viene però coniato nel 2002 in occasione del seminario ” Strategie di rete per l’economia solidale”, in occasione del quale nasce anche RES (Rete di Economia Solidale). Il termine “distretto” non viene scelto casualmente: mutuato dall’approccio economico di sviluppo locale, in sede di economia solidale indica la “vocazione di un territorio e l’utilizzo coordinato delle sue risorse materiali e sociali verso un obiettivo comune che lo caratterizza” (Saroldi, 2015)
I DES, Distretti dell’Economia Solidale nascono quindi allo scopo di dare concretezza ai valori e ai vari movimenti nati in questi anni. A livello nazionale è utile riscontrare che non esista ancora una definizione riconosciuta in modo unanime. Sono infatti solo tre regioni che hanno dato una definizione chiara e univoca: Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia-Giulia.

Definizione della Provincia autonoma di Trento:

L’articolo 5 della l.p. 13/2007 cita testualmente: “gli enti locali e la Provincia favoriscono la realizzazione di un distretto dell’economia solidale inteso quale circuito economico, a base locale, capace di valorizzare le risorse territoriali secondo criteri di equità sociale e di sostenibilità socioeconomica e ambientale, per la creazione di filiere di finanziamento, produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi”. Tale disposizione deve essere letta in parallelo con l’articolo 43 della stessa normativa, nel quale si legge che “ai fini dell’integrazione tra le politiche sociali e del lavoro la Provincia si avvale degli strumenti previsti dalla normativa vigente idonei a valorizzare le capacità lavorative delle persone svantaggiate in carico ai servizi socio-assistenziali, allo scopo di creare i presupposti per la realizzazione di forme di economia solidale sulla base di ambiti di lavoro protetti”. Si tratta quindi di un modello particolare di distretto dell’economia solidale, nel quale la dimensione “lavoro” assume un ruolo fondamentale.
I DES vengono poi ripresi nell’art. 7 della legge 13/2010 (economia solidale e responsabilità sociale delle imprese) scrivendo “La Provincia sostiene iniziative finalizzate […] alla creazione dei DES previsti […] quali laboratori di sperimentazione civica, economia e sociale […]“.
Dall’analisi della normativa, sembra che il legislatore voglia rendere esplicito la connessione tra politiche di sviluppo economico, politiche sociali e politiche del lavoro.
Ad oggi le organizzazioni dell’economia solidale sono riunite in Italia all’interno di un organismo nazionale denominato RIES – Rete Italian di Economia Solidale, costituitosi nel gennaio del 2020.
Per approfondire quanto scritto nella delibera provinciale di riferimento, visita QUI la pagina dedicata.
I DES in Trentino
Des agricoltura sociale: una rete che ha fatto dei contesti rurali luoghi di cultura e pratica civica, economica e sociale. Una rete di organizzazioni che mettono in comune le proprie competenze differenti – agricole, sociali, educative – per costruire un modello di produzione e di consumo che rispetta la natura e le caratteristiche dei singoli luoghi; valorizza le potenzialità inclusive (sociali e lavorative) dell’agricoltura per persone in situazione di fragilità e tutela la salute delle persone. Seguici sul nostro canale Linkedin
DES Economia Verde e riuso: elaborazione di progetti che integrino l’obiettivo di inserimento lavorativo per persone in situazione di fragilità con l’obiettivo di recupero e riutilizzo di materiali di scarto, iniziative commerciali e culturali, convegni, incontri con la popolazione e iniziative di pubblica utilità.
Des Primiero: un rete nata da un progetto Welfare a Km zero chiamato “Valli Resilienti”, con l’obiettivo di offrire opportunità di sostegno lavorativo a persone in situazione di fragilità attraverso lo sviluppo di micro azioni imprenditoriali capillari sul territorio del Distretto.
DES Carcere: servizio di digitalizzazione degli archivi della Pubblica Amministrazione (terminato); attività produttive interne al carcere (servizio lavanderia e di imbottigliamento e confezionamento detersivi); reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale, per restituire dignità, offrire prospettive e creare nuove connessioni tra carcere e comunità. A partire dal 2025, percorso di coprogrammazione e coprogettazione con nascita dell’Impresa Sociale Spini Pizza.
DES DIS.TER: servizi e soluzioni lean per l’industria e la manifattura principalmente trentina. DES di contoterzismo industriale – alpi@coop-alpi.it
DES Vallagarina: inclusione sociale di donne in difficoltà attraverso attività occupazionali e pre-lavorative (attività avviata dal Progetto Formichine; attività in ambito educativo, della promozione della cittadinanza attiva e ristorazione.
DES Fiemme e Fassa: laboratorio di produzione e vendita di uova (cooperativa Terre Altre); una lavanderia negli spazi del Centro Servizi di Cavalese per alberghi e aziende che portano i loro capi altrove (coop. Oltre); un progetto di catering in collaborazione con la scuola alberghiera per contrastare il rischio di esclusione sociale per la fascia giovane (coop Progetto92); accompagnamento alla ricerca lavoro (coop Le Rais).
Distretto dell’Economia Solidale per il reinserimento sociale e lavorativo delle persone in esecuzione penale: un DES nato per restituire dignità, offrire prospettive e creare nuove connessioni tra carcere e comunità.
Per saperne di più, leggi il nostro articolo
Do et DES: rete di DES promossa dalla Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol con la coop. Cs4 come capofila lavora sul tema del cibo. Qui un esempio delle iniziative fatte fino ad ora: Scuola dell’agricoltura
Do ut DES e Net.work – una rete per il lavoro: in continua evoluzione questo DES (che ha anche cambiato nome negli anni) si occupa di promuovere l’inclusione lavorativa e sociale di persone svantaggiate attraverso la creazione di una rete di imprese innovatrici e socialmente responsabili, in cui persone escluse dal mercato del lavoro possano esprimere il loro potenziale.
EdEcoSol – Rete di educazione nell’ecologia solidale: una rete in Alta Valsugana dove educazione, ecologia e solidarietà sono i valori fondanti del progetto, uno spazio educativo ed aggregativo diffuso pensato anche per l’attivazione di tirocini attraverso cui promuovere stili di vita sostenibili e l’acquisizione di competenze lavorative. Partecipanti a questa rete sono: ass. Ortazzo, coop Aurora e APPM.

Fonti
“Il Distretto dell’economia solidale (DES). Definizione, esperienze e opportunità di sviluppo nel contesto trentino – position paper / bozza per la discussione -” a cura di Elisa Poletti e Flaviano Zandonai
“Studio sui Distretti di Economia S0lidale per l’implementazione di un sistema virtuoso Trentino” – Euricse 2021 – a cura di Jacopo Sforzi e Caterina De Benedictis
“La strategia delle reti ed i distretti di economia solidale” – Saroldi 2015 [www.economiasolidale.net/content/strategia-delle-reti-ed-i-distretti-di-economia-solidale]
Analisi condotte durante il lavoro del Centro per l’Economia Solidale


