LE 6 CARATTERISTICHE DELLA FILIERA CORTA

LE 6 CARATTERISTICHE DELLA FILIERA CORTA
23 Luglio 2020 Antonella Piazzolla

Filiera Corta

Con rapporti pressoché diretti con i consumatori, i produttori della filiera corta hanno l’opportunità non solo di far riconoscere il loro valore e di tutelare il consumatore con la qualità garantita, ma sono amici dell’ambiente e del turismo alimentare.

 

Avete conoscenze minime o nulle sulla filiera corta o siete semplicemente curiosi di saperne di più? Ecco qui le 6 caratteristiche di questo affascinante disciplinare secondo la legge provinciale 13/2010 (se ne siete curiosi, basta cliccare qui per leggerla)! 

Buona lettura!

 

 

1. SOSTANZE NOCIVE? NO GRAZIE!

Filiera corta è sinonimo di assenza di sostanze nocive. Infatti la legge provinciale sopra citata, prevede che le aziende che aderiscono a questo disciplinare rispettino principi di qualità sul prodotto che includono anche la cosiddetta salubrità, ovvero la totale assenza di sostanze tossine, residui di pesticidi e metalli pesanti. 

Il motivo è presto detto: la tutela della salute del consumatore (e dell’agricoltore) e quella dell’ecosistema e della biodiversità.

 

2. BENVENUTO AL CHILOMETRO ZERO DI QUALITÀ!

Alla filiera corta si associa naturalmente il principio del “chilometro zero”, anche se proprio zero, ma l’agricoltore si impegna a commercializzare il prodotto entro un raggio di 100km dal luogo di produzione. Il vantaggio, specie per i prodotti a più alta deperibilità è quello di poter mangiare il prodotto al giusto grado di maturazione e meno km fa il prodotto meno benzina si spreca e l’impatto ambientale diminuisce! 

Mangiare locale, salutare e anche amico dell’ambiente: cosa c’è di meglio?

 

 

3. ADDIO INTERMEDIARI!

Nella filiera corta troviamo pochi o una totale assenza di intermediari in un sistema produttivo che crea l’opportunità ai produttori di avere un ruolo attivo, qualcosa che generalmente manca!

 

4. ECCO QUI I PRODUTTORI!

Una sola parola: riconoscenza. 

La filiera corta permette ai produttori di essere riconosciuti per qualità intrinseca del prodotto, per il rispetto ambientale ottenendo il ottenendo il giusto prezzo perché si saltano passaggi commerciali. Quel “buono pulito e giusto” che è lo slogan e mantra della Fondazione Slow Food.

 

5. TURISMO? CERTO, MA ALIMENTARE!

La filiera corta ha diversi obiettivi, uno in particolare si concentra sul turismo alimentare. Di cosa si tratta? Primo: aumentare il flusso di turismo verso zone rurali e i loro mercati e punti vendita; Secondo: incentivare indirettamente attività in altri settori produttivi. Piccoli esempi? L’ortofrutta, i latticini e la carne. Buoni, gustosi e certamente da non perdere, soprattutto se si è turisti! In fondo, il locale è unico e inimitabile.

 

6. QUALITÀ GARANTITA!

Infine, non si poteva non aggiungere la caratteristica che forse interessa di più al consumatore: la filiera corta garantisce qualità del prodotto. È ciò che si afferma nella legge provinciale 13/2010 in tema ‘economia solidale’. Infatti, tra le garanzie della qualità alimentare, i legislatori hanno incluso anche la ‘qualità biologica’, ovvero ‘l’utilizzo di materie prime e di metodi produttivi che non ne alterino la naturalità’.

 

Un sistema produttivo capace di mettere al centro gli interessi del consumatore e del produttore e dell’ambiente: questa è la filiera corta! Essendo uno dei 13 disciplinari dell’Economia Solidale, ha inoltre lo scopo di perseguire obiettivi sociali, fra cui la cooperazione, reciprocità ed equa ripartizione di risorse.

Siete interessati a questa affascinante disciplinare e a come entrare a farne parte? Cliccate qui per ulteriori informazioni.

Se siete invece curiosi sull’Economia Solidale Trentina, potete cliccare qui! 

 

 

 

 

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