Economia solidale: approvati i disciplinari

Economia solidale: approvati i disciplinari

Economia solidale: approvati i disciplinari
Decisione della Giunta su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi

L’economia solidale è quel ramo dell’attività economica che riguarda settori come il commercio equo e solidale, l’edilizia sostenibile, il software libero, l’agricoltura biologica e biodinamica, il turismo responsabile, il welfare di comunità. Settori, come si vede, molto presenti in Trentino, che hanno per protagoniste aziende, spesso giovani, le quali, nel loro operare, devono rispettare determinate regole, codici di condotta e principi. La materia è disciplinata da una legge provinciale, la 13 del 2010, che oltre a prevedere specifiche misure di sostegno in favore dell’economia solidale ha demandato ad un apposito Tavolo la definizione di tali regole, raccolte in diversi disciplinari. Con la decisione assunta oggi, su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, la Giunta provinciale ha provveduto ad approvare, in via definitiva, 13 disciplinari, uno per ciascuno dei settori individuati dalla legge. I disciplinari sono stati definiti in maniera concertata con i rappresentati dei diversi settori economici ed erano stati già approvati in via sperimentale nel febbraio di quest’anno. Ora però essi assumono un carattere prescrittivo.

Ogni disciplinare è composto innanzitutto da un insieme di prererequisiti che le aziende che intendono operare in ciascun settore devono possedere nonché di criteri e regole  di condotta, alcuni comuni a tutti i settori, altri specifici per ciascuno di essi.

I settori interessati da disciplinare sono i seguenti:

· prodotti agricoli e agroalimentari biologici e biodinamici;
· commercio equo e solidale;
· welfare di comunità;
· filiera corta e garanzia della qualità alimentare;
· edilizia sostenibile e bioedilizia;
· risparmio energetico e energie rinnovabili;
· finanza etica;
· mobilità sostenibile;
· riuso e riciclo di materiali e beni;
· sistemi di scambio locale;
· software libero;
· turismo responsabile e sostenibile;
· consumo critico e gruppi di acquisto solidale.

I macrorequisiti comuni a tutti i disciplinari sono: ecocompatibilità, trasparenza, buona occupazione, partecipazione, equità e solidarietà. Altri sono specifici per ciascun disciplinare. Ad esempio: il disciplinare riguardante le attività economiche riconducibili a “riuso e riciclo di materiali e beni” specifica  come deve avvenire il corretto smaltimento di un bene, alla fine del suo ciclo, e quali tipi di aziende possono aderirvi. Il disciplinare “turismo responsabile e sostenibile” specifica invece ad esempio quali devono essere le caratteristiche dei prodotti da utilizzare in cucina, nella fattispecie prodotti biologici “certificati”. (mp)